Il Piano è il cuore tecnico del Parco: dice cosa si può fare e cosa no, area per area. Per questo lo seguiamo da vicino e contribuiamo attivamente.
COSA STA SUCCEDENDO
Il Parco dell’Adamello ha avviato la V Variante al proprio Piano Territoriale di Coordinamento (PTC), accompagnata dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS). È un passaggio tecnico ma cruciale per il futuro del Parco.
Il PTC è lo strumento urbanistico fondamentale del Parco Regionale dell’Adamello, previsto dalla legge regionale sulle aree protette (L.R. 86/1983): suddivide il territorio in zone con diversi livelli di tutela e, attraverso le Norme Tecniche di Attuazione (NTA), stabilisce cosa è permesso in ciascuna di esse; ha valore anche di piano paesistico.
Una variante può aggiornare le norme, correggere errori, ridefinire perimetri e zone.
La legge prevede che il percorso sia pubblico e partecipato: il Piano viene adottato e poi depositato per un periodo durante il quale chiunque ne abbia interesse – cittadini, associazioni, enti – può prendere visione dei documenti e presentare osservazioni scritte, che l’ente è tenuto a esaminare prima dell’approvazione finale da parte della Regione.
Perché ci preoccupa
A seconda di come viene scritta, una variante può rafforzare le tutele oppure indebolirle. E le grandi battaglie del Parco si decidono, alla fine, sulle quanto verrà scritto su questo documento.
Dalla riperimetrazione dei confini al rispetto dei vincoli che un caso come quello di Valle Adamè ha messo in discussione, tutto passa, prima o poi, da queste regole.
Per questo il PTC è un fronte decisivo, anche se molto meno visibile di un voto o di una conferenza stampa.
Il rischio è che un passaggio così importante venga trattato come un affare per soli tecnici, lontano dallo sguardo dei cittadini: è proprio quando l’attenzione cala che le tutele possono essere ridotte senza che nessuno se ne accorga.
COSA CHIEDIAMO
Il nostro impegno è di vigilanza e di proposta: seguiamo il procedimento passo dopo passo e ci prepariamo a presentare osservazioni puntuali nei tempi previsti.
Chiediamo che la variante vada nella direzione di rafforzare la tutela e l’efficacia del Parco, non di ridurle, e che il percorso sia davvero trasparente e aperto, con il coinvolgimento stabile delle associazioni di tutela ambientale e di tutta la cittadinanza.
Una parte del nostro lavoro è anche “tradurre”: spiegare in modo comprensibile cosa è in gioco, perché ogni cittadina e cittadino possa far sentire la propria voce nei tempi e nei modi giusti.
Partecipare al Piano è il modo più concreto per difendere il Parco: prima che le regole vengano scritte, non dopo.