I fiumi raccontano la salute di un territorio, se impariamo ad ascoltarli.
Con Io Parlo Acqua diamo a cittadini e cittadine gli strumenti per farlo.
COSA STIAMO FACENDO
Abbiamo dato vita a Io Parlo Acqua: un programma di monitoraggio dello stato di salute dei fiumi basato sulla citizen science, in cui sono i cittadini, formati e affiancati, a raccogliere i dati.
Il monitoraggio segue un protocollo scientifico consolidato, che rende i dati raccolti attendibili e leggibili dalla comunità scientifica. Non sostituiscono i rilievi ufficiali, ma servono a un compito preciso: individuare le anomalie dell’ecosistema fluviale e fornire una base documentata per chiedere agli enti competenti controlli più approfonditi.
Abbiamo scelto di partire da una criticità concreta: il torrente Trobiolo, nel territorio di Borno, sull’Altopiano del Sole. Qui sono stati individuati e geolocalizzati tre siti di monitoraggio, sui quali vengono effettuati campionamenti relativi a livelli di nitrati e fosfati, presenza di Escherichia coli e riconoscimento dei macroinvertebrati come bioindicatori della qualità delle acque.
Il percorso è già operativo: il 9 maggio 2026 si è tenuta una giornata di formazione teorico-pratica dei volontari e il 4 luglio 2026 prende avvio la prima raccolta dati.
Perché è importante
L’acqua è una risorsa preziosa e fragile, e il fiume è un bene di tutti. Conoscerlo è il primo passo per prendersene cura.
Con Io Parlo Acqua vogliamo rendere la cittadinanza consapevole e attiva sulla salvaguardia dell’ecosistema fluviale e sul valore della risorsa acqua. Monitorare un torrente significa imparare a guardarlo: riconoscerne i segnali, capire cosa lo minaccia, percepirlo come un ambiente vivo e a disposizione della comunità.
C’è poi una ragione che riguarda da vicino il nostro lavoro: i dati raccolti con metodo diventano uno strumento di vigilanza. Quando emergono anomalie, possono essere condivisi con gli enti competenti, come ARPA e il Ministero dell’Ambiente, e tradursi nella richiesta di interventi mirati. È lo stesso principio che guida il Comitato: documentare per tutelare.
COSA CHIEDIAMO
Io Parlo Acqua cresce con chi partecipa. Non servono competenze tecniche: serve la voglia di prendersi cura dei propri fiumi.
Il progetto si rivolge in primo luogo alle scuole del territorio (elementari, medie e superiori), ma è aperto a chiunque voglia contribuire: cittadini e cittadine, gruppi, associazioni. Chi desidera partecipare al monitoraggio senza un background scientifico può formarsi con un breve corso introduttivo alla citizen science.
Cerchiamo persone disposte a far parte del gruppo che progetta e accompagna le attività, scuole e gruppi che vogliano ospitare i rilievi, e chiunque possa dare una mano sul campo.
Se vuoi partecipare a Io Parlo Acqua o portare il monitoraggio sul tuo fiume, scrivici.

